Scontri violenti hanno scosso Torino questo pomeriggio durante la manifestazione nazionale per il centro sociale Askatasuna, sgomberato lo scorso dicembre. I manifestanti hanno lanciato bombe carta, razzi e fuochi pirotecnici contro le forze dell'ordine, che hanno risposto con lacrimogeni e idranti. La protesta è degenerata in guerriglia urbana quando un gruppo di partecipanti ha deviato dal percorso prestabilito per raggiungere l'ex sede del centro in corso Regina Margherita 47.
Gli scontri sono esplosi in piazza Vittorio Veneto e nelle vie circostanti. Autonomi e gruppi di anarchici, con i volti coperti, hanno atteso il calar della sera per evitare di essere filmati dalla polizia. Diversi cassonetti sono stati dati alle fiamme, mentre da alcuni bar chiusi sono state lanciate sedie e tavoli per ostacolare l'avanzata degli agenti. Un giornalista è rimasto ferito a una gamba, colpito da una pietra.
Le forze dell'ordine hanno formato un cordone per bloccare il passaggio dei manifestanti, ma la tensione è rimasta alta per tutto il pomeriggio. Gli organizzatori hanno rivendicato 50.000 partecipanti, mentre i primi dati parlano di circa 15.000 persone.
Il caso Askatasuna
Il centro sociale Askatasuna era attivo a Torino da quasi trent'anni prima della chiusura avvenuta a fine 2025. Lo sgombero dello scorso dicembre è seguito a una perquisizione legata a un'inchiesta su assalti alle Ogr, alla Leonardo e alla sede del quotidiano La Stampa, avvenuti nei mesi precedenti durante manifestazioni pro-Palestina nel capoluogo piemontese.
Alcuni striscioni della protesta difendevano Hannoun, presidente dell'associazione palestinesi d'Italia, coinvolto in un'inchiesta sul finanziamento di Hamas. Altri erano diretti contro Giorgia Meloni.
Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).










